Riccardo Agretti - foto di paesaggio e natura


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2009

La foto del mese



Dicembre 2009




Ho già proposto lo scorso anno questa foto augurale ad un numero ristretto di persone, ma mi piace riproporla qui per tutti gli amici, anche sconosciuti, che frequentano il sito. Sono trascorsi 10 mesi dalla sua creazione, e non avrei mai sperato di ricevere così tante visite, quasi 2000 alla fine di novembre, e così tanti commenti positivi.
Rispetto alla fotografia che pubblico, mi limito a precisare che non si tratta di un fotomontaggio. Ho atteso, ho sperato, che il parapendio passasse davanti alla Luna, e la buona sorte mi ha aiutato.
La stessa buona sorte, insieme ad ogni bene possibile, che auguro a tutti per queste festività e per l'Anno Nuovo.

Canon EOS 400D, Obiettivo EF300mm f/4L IS USM +1.4x, f 5,6, 1/1000, 200 iso





Novembre 2009


Gabbiani a volo radente sul fiume, poco dopo il tramonto. E' un'mmagine onirica. Se vi è una bellezza, la trovo inquietante.
Gabbiani come spiriti in volo sull'acqua.... novembre è anche il mese dei morti.

Canon EOS 400D, Obiettivo EF-S 17-85mm f/4-5.6 IS USM, Distanza focale 85 mm, f 5,6, 0,5' , 800 iso, panning a mano libera, rielaborazione con Photoshop limitata ad un lieve ritocco del contrasto.






Ottobre 2009


Con un po' di fantasia si possono vedere le cose più svariate in quel nugolo di puntini neri su sfondo bianco che caratterizzano la foto del mese di ottobre: un punto esclamativo rovesciato, un fungo dal gambo storto, un danzatore sufi..... ma, in realtà, si tratta di uno stormo di storni.
Il puntino a sinistra un po' più grande degli altri, è il falco pellegrino all'attacco.
Si tratta di uno spettacolo abbastanza consueto nei cieli di alcune grandi città come Roma e Napoli, mentre nel territorio lecchese è più raro. Gli storni si difendono muovendosi all'unisono e componendo in gruppo delle straordinarie figure, atte ad ingannare il predatore.
Ho scattato questa foto alcuni giorni fa.
E' possibile vedere nella pagina dei piccoli volatori altre immagini di questo particolare evento.

Canon EOS 400D, Obiettivo EF 70-200mm f/4 L USM, Distanza focale 70.0 mm, f 5,6, 1/640 , 400 iso. Conversione dell'immagine con Photoshop in bianco e nero, dando un contrasto molto accentuato







Settembre 2009


Ho sempre trovato struggente la luce del crepuscolo.
La foto di questo mese è stata scattata lo scorso settembre al Lago di Pusiano ( Co ).
La situazione della luce era molto interessante, sul lago soffiava una brezza leggera che increspava appena l'acqua creando degli strati di diverso colore, le nubi avevano forme allungate e appuntite.
Per dare quell'effetto pastellato al colore dell'acqua ho impostato un tempo lungo, tenendo la macchina sul cavalletto.

Canon EOS 400D, obiettivo EF-S 17-85, distanza focale 85 mm, f 35, 5'', 100 iso, macchina su cavalletto, nessuna rielaborazione con Photoshop.




Luglio - Agosto 2009


Molti pensano che la fotografia sia soprattutto cogliere l'attimo.
In realtà questa accezione è nata e si è sviluppata negli anni '30 del secolo scorso, teorizzata e praticata da grandi maestri come Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, che hanno potuto scattare le loro straordinarie fotografie sfruttando al meglio le caratteristiche delle nuove macchine fotografiche portatili, dotate di una buona autonomia e di una velocità di esposizione sufficiente a immortalare scene famose come, ad esempio, quella del legionario spagnolo nel momento in cui viene colpito a morte.
Nei cento anni precedenti della storia della fotografia, cogliere l'attimo non era tecnicamente praticabile perchè le tecnologie non erano in grado di fornire l'adeguato supporto, eppure fotografare aveva lo stesso un suo senso compiuto e non sono certo mancati i grandi fotografi.
Mi è piaciuto fare questa precisazione perchè l'idea che la foto sia soltanto quell'istantanea che congela per sempre il momento magico, è un luogo comune piuttosto diffuso.
Detto ciò... la foto del mese è soprattutto questo.
Un giorno dello scorso luglio stavo inquadrando dei soffioni in morbido controluce. Ho fatto appena in tempo a mettere a fuoco, che un leggero colpo di vento ha fatto separare due " pappi " dalla pianta madre. Ho scattato d'istinto e la foto è riuscita....
La pianta madre... il distacco ( in questo caso, gioioso): è suggestivo pensare come la Natura offra molto spesso delle metafore della nostra esistenza e delle nostre più profonde problematiche.

Canon EOS 400D, Obiettivo EF-S 17-85mm f/4-5.6 IS USM, distanza focale 85.0 mm, compensazione esposizione -1/3, f 8, 1/320, 100 iso, ritaglio e livellamento con Photoshop




Giugno 2009


Una nuova foto della serie delle " storie di cieli e cipressi ", scattata al Parco del Curone ( Lc ).
Si tratta di un luogo che amo molto, perchè è un'area verde molto raccolta nel cuore di una Brianza ormai sovrappopolata. Inoltre, con i suoi filari di cipressi sulla cresta delle colline e il suo microclima particolarmente dolce, che permette la coltivazione della vite e del rosmarino, mi ricorda la Toscana.
Ho raccolto varie foto di cieli e cipressi, tra cui questa, in uno slideshow, " Il senso del mistero ", che sarà proiettato il 18 giugno nell'ambito della rassegna " appuntamento con l'immagine " nella sede del Gruppo Fotografico " Libero Pensiero ", e successivamente entrerà nel programma dell'"Estate lecchese ".
Il binomio cieli e alberi in controluce mi ha sempre suscitato emozioni di tipo spirituale, difficili da esprimere a parole. Mi riconosco molto in quanto scrisse Norberto Bobbio nell'aprile 2000 in un editoriale del quotidiano "la Repubblica":
"Io non sono un uomo di fede, sono un uomo di ragione e diffido di tutte le fedi, però distinguo la religione dalla religiosità. Religiosità significa per me, semplicemente, avere il senso dei propri limiti, sapere che la ragione dell'uomo è un piccolo lumicino, che illumina uno spazio infimo rispetto alla grandiosità, all'immensità dell'universo. L'unica cosa di cui sono sicuro, sempre stando nei limiti della mia ragione è semmai che io vivo il senso del mistero, che evidentemente è comune tanto all'uomo di ragione che all' uomo di fede. "

Canon EOS 400D, obiettivo EF-S 17-85, distanza focale 17 mm, f 8, 1/250, compensazione esposizione -2/3, 100 iso, nessuna rielaborazione con Photoshop.



Maggio 2009


Meryam è una donna marocchina che lo scorso anno scolastico ha seguito le mie lezioni di italiano per stranieri. E' venuta a scuola portando spesso con sè il figlio che tiene in braccio nella fotografia.
Inserisco questa foto nel sito perchè, in fondo, tra " foto di paesaggio e natura " si può ammettere anche qualche foto di paesaggi e natura umana.
La fotografia è stata scattata lo scorso maggio nell'ingresso del locale in cui tengo le lezioni, nel tardo pomeriggio. In quel momento filtrava un raggio di luce morbida dal portone di ingresso, illuminando proprio madre e figlio, mentre tutto il resto del locale era in penombra. Il vetro della porta di ingresso rifletteva l'immagine delle due persone come uno specchio.
Si trattava di cogliere l'attimo, perchè un minimo movimento dei due soggetti avrebbe modificato quella situazione così particolare, rompendone l'incanto.
Sono stato veloce ad estrarre la macchina dalla borsa e scattare.
Meryam non si è stupita, anzi ha sorriso e si è messa in posa per altri scatti, perdendo però di naturalezza.
Potrà sembrare strano che una donna marocchina, col velo islamico, provi piacere nel farsi fotografare.
Credo, in questo, di godere del privilegio di essere considerato di famiglia, in quanto loro insegnante.
E sul discorso del velo..... ci sarebbero tante cose da dire.
Conoscendo molte di queste donne mi pare di poter affermare che non è sempre e solo un simbolo di sottomissione e oppressione, come comunemente si crede, ma il discorso ci porterebbe lontani....

Canon EOS 400D, obiettivo EF-S 17-85, f 5,6, 1/50, 800 iso.






Aprile 2009


Propongo 4 nuove foto della serie delle " Astrazioni dell'acqua".
E' una serie che amo molto, costituita da foto realizzate in particolari momenti dell'anno, soprattutto tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Il movimento dell'acqua e la luce del cielo, con la loro mutevolezza, contribuiscono a rendere unico il momento dello scatto. Il risultato vuole richiamare certe realizzazioni della pittura astratta.
Chi guarda le foto a volte non riesce ad orientarsi nelle geometrie, talvolta intricate, delle linee. La cosa non è particolarmente importante perchè quello che conta è l'effetto grafico dell'immagine, ma comunque non è impossibile distinguere l'elemento solido, molto spesso degli spuntoni di canna, dal suo riflesso. Tentare di farlo può anche essere un gioco divertente.
Delle 4 foto di questo mese, solo una presenta linee formate da canne e riflessi. In un'altra emerge dall'acqua uno spuntoncino quasi al centro dell'immagine, e le restanti due raffigurano esclusivamente giochi d'acqua e riflessi.
Lascio il piacere di indovinare...
Nell'intera serie delle " Astrazioni dell'acqua "gli interventi di ritocco con Photoshop, quando effettuati, sono sempre stati molto leggeri, riguardando esclusivamente la luminosità ed il contrasto, e comunque non alterando mai le linee e le forme dell'immagine.
Le 4 foto che propongo questo mese sono state scattate con Canon EOS 400D, obiettivo EF 70-200mm f/4 L USM, con diaframma f 8 per la prima in alto a sinistra, e f 5,6 per le altre. Regolazione dei livelli con Photoshop.




Marzo 2009


La foto di questo marzo 2009 non è molto primaverile.
Non si tratta neanche di un'unica foto, ma di 9 diverse immagini che ho " giuntato " con Photoshop.
E' possibile vedere le singole foto che formano questa composizione, più altre in tema, in una nuova sezione della galleria, intitolata piccoli volatori.
Ho scattato queste fotografie in Engadina, insieme ad Emanuele, lungo il sentiero che sale in Val Roseg.
Temperatura intorno ai 10 sotto zero, ma le 4 ore trascorse a fotografare sono volate veloci come le varie cince bigie, more, allegre, dal ciuffo, e i picchi muratori e le nocciolaie, che venivano persino a beccarci i semi in mano, un po' per via di una loro confidenza nei confronti dell'uomo che da queste parti ha molto rispetto per la Natura, ma soprattutto per la gran fame indotta dal rigore dell'inverno sulle montagne svizzere.
L'obbiettivo Canon EF 300 F4 L IS USM, adattato alla mia Canon Eos 400 d, si è rivelato perfetto nella circostanza. La giornata luminosa e lo stabilizzatore mi hanno permesso di scattare a mano libera senza che la maggior parte delle foto, circa 300, risultasse mossa.
A casa, poi, la solita selezione spietata.
E di tutte quelle foto, se ne son salvate una ventina...





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